[ raccoglimi in gambi fino all'ora che ci unirà.
io nell'impazienza sboccio prima del tempo,
divoro gli argini sorpresi
e sono erbaccia da ammansire. ]
queste sono nuvole gravide dentro la testa, il laccio
dell'insoddisfazione mi manca l'aria
strutturare il respiro nella gabbia
toracica - la uso come corazza, anche-
è tutto quel che ho
faccio una doccia, per eliminare il tuo odore
appunti per quattro dipinti
I.
assopisce una massa informe e calda di sogni pulsanti. a volte si increspa e sospira tratteggiando il mio nome convulso secondo diversi gradi allora nel riposo che si scioglie capisco che vede incubi lo stringo e lo porto piano a un livello superiore ma non completo di coscienza.
II. (mantra)
mi guardo allo specchio. seduta, sembro olga con la mantiglia, ho la gonna lunga da zingara i capelli raccolti poco scomposti i ciuffi sulla fronte. uno sguardo serio e risoluto poso su di me in mano ho un origami. controllo la compostezza di ogni gesto. di là la pasta brucia oltre ogni mantecazione possibile sul fornello, mentre opero questa composizione, mentre dietro alteri lo sfondo agitandoti mi parli di una mostra a cui partecipare, mi chiedi cosa guardo.
III.
potenza della tecnologia del gelo, oggi mangio quello che mia nonna avrebbe mangiato quattro mesi fa se avesse vissuto un giorno in più. ho portato via tante altre cose dalla sua dispensa. osservo le provviste finire e mi sento leggera. penso che il problema più grande sia stato un esercito di oggetti da smaltire, donare, riporre, consumare buttare senza pietà. Chè l'anima dei morti forse si rapprende negli oggetti che lascia, non avendo più un corpo,ed ogni manipolazione, spostamento, eliminazione è un torto.
(il quadro prevede un balcone, con una poltrona vuota accanto, controluce. in primo piano una tavola con la tovaglia verde e arancione. sul tavolo ci sono le tre bottiglie d'acqua da 50cl e tre formiche, zitte come nella tomba di tutankamon i primi esploratori.)
IV. (per loredana)
dev'essere piccolo, chissà se lo appenderà. loredana dipinge la musica e io la sento e già questo mi basta. la sua casa è piena di roba. ha le pareti rosse. il marito dipinge, il figlio dipinge.
dev'essere leggero, come le cose che fa lei. dev'essere una risposta come un'accordatura al diapason.
dev'essere una cosa che possa tenere nel suo cuore.
ritorni redento convinto
pazzo di gioia
sii ma... non sei credibile
mi chiami facendomi notare solo nel tono di voce quanto sia inconcludente il tralasciarti. sospendi le percezioni estranee, mi appendi a un sorriso che non vedo, ma disegno nell'aria per voglia. non hai piani, ti feliciti del mio possibilismo naif, accendi corone di fiori attorno a me come lampadine.
hai una chiave d'accesso al mio stomaco, programmi centrifuga distrattamente.
le mie misere difese sono acquisti compulsivi in feltrinelli. ne parleremo per ore.
perfetto.
(adesso so che mi desideri ancora)
tutto è perfetto
seguo la musica nel paralume che ho raccolto da strada
fa il sole dentro
e qualcosa s'incrina ma prima
corro da davide a raccontargli tutto perchè lui ha lo stesso bagliore dentro
che alla stazione a roma qualcuno aveva dimenticato l'altoparlante acceso
e parlava dei suoi fatti romanacci, e che un allievo dell'accademia di pozzuoli faticava
a seguirlo e mantenere pulita la verticale del berretto
mentre uno zingaro faceva la punta alla mia matita
viaggiavo per terra e la gonna mi si scompaginava
tutti questi vuoti sono pieni di corpi, chè non ho tempo, mi rallentano
cazzo perché io
ti trovo meno prezioso
non che mi annoi, ma stanchi
di giorno
in giorno t'inseguo di meno
cerco le ragioni che ci hanno portato
cazzo perchè ho questa testa
perchè ti baratto con della nicotina
perchè con della nicotina leggera
sarà un sintomo dell'alleggerirti d'importanza
e disse andiamo e la musica era dolce
pioveva piovevano muri intorno morbidi stringevano il tempo
e io godevo di anche solo respirare ancora, e il mio fiato era calda gioia
e il mio respiro era semplice uno dopo l'altro senza tormento
leggero senza l'amaro pensare:
"il dolore rosso lo lavo con le lacrime
ma senza posa s'imporpora l'anima"
so trasalire, mi ricordo come
lavoro a maglia intanto
le tele per i quadri
in mezzo ci metto i rimpianti
dei gesti a vuoto
Cresta iliaca sinistra
DAED
danzare l'arancia
em_agine
la fata di carta croccante
labirinto armonico
Lo Scarabeo di Eva
orsarossa
papoff®
quest'uomo è un genio
shaista*
TaKK...
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