[ raccoglimi in gambi fino all'ora che ci unirà.
io nell'impazienza sboccio prima del tempo,
divoro gli argini sorpresi
e sono erbaccia da ammansire. ]
cazzo perché io
ti trovo meno prezioso
non che mi annoi, ma stanchi
di giorno
in giorno t'inseguo di meno
cerco le ragioni che ci hanno portato
cazzo perchè ho questa testa
perchè ti baratto con della nicotina
perchè con della nicotina leggera
sarà un sintomo dell'alleggerirti d'importanza
so trasalire, mi ricordo come
lavoro a maglia intanto
le tele per i quadri
in mezzo ci metto i rimpianti
dei gesti a vuoto
il senso mi colpa
vorrei dimenticare gli artifici
con cui accartoccio lamenti concavi
in graziosi origami
prova di pazienza
sei troppo freddo per maneggiare cose che ti stanno a cuore
ragioni senza sbavature ed io
sono allergica alla tua sarcastica rassegnazione
in cui hai trovato forma estetica
io sto bene io sto male io non so più come stare
eudaimania
malessere fittile
ridicolo, mi sta stretto_dentro_sere fotostatiche cernita tra estasi e suicidi emoziomali
eu_daimonia cacofonia di concerti d'addii
qui resta l'eco senza peso
che non so spiegare, e intorbida
ce l'ho disperso dentro, il gusto filtrato di giorni di parole posate affilate prendono ruggine underwater calma espressione da vacca indù sotto catinelle di disastri pregressi continuano a impellere in questo disordine li annacquo mite come avere arsenali non indicizzati e non contarci, come la conta di non rinnovabili risorse disponibili
non lo so_no
il tempo va via
non mi porti
e me ne sto a mollo
della costa azzurra dei ricordi patinati e lucidi
cosa direi il sole tiepido il cielo spento
mi piace l'acqua calma di fondi ghiaiosi grigi
di amalfi
la casa arroccata gli scogli la luce feroce
al mare il male
snocciola vili gesti sospesi
a budapest non ci vado più
i soldi mi hanno arrestato in veneto
triste come vacanza forzata
mi resta solo fare il morto
nel cuore a galla
è come ricacciarsi dentro tutto
occludere i sensi
fuori solo freddo
e silenzio
la calura appiccicosa mi trattiene esausta.
la luce prima mi ha sorpreso arruginita.
non la tolleravo, ogni spiraglio era lama negli occhi.
dopo mesi di grigio e tiepidi azzurri.
fatico a respirare quest'aria sudata usata stagnante.
mattino, apro gli occhi. il cuscino non è il mio.
la stanza è un forno inclemente. non ha l'odore dolce del bruciatore di amandine.
piena di oggetti senza senso li sento urlare.
che me ne faccio.
ho saputo farne a meno.
man mano che vuoto i miei pacchi riempio gli involucri di quello che mi attendeva muto e randagio in questa stanza vuota uno scambio equo à la poubelle.
la gente qui parla a tono alto in autobus.
non dissimula le cadenze. non guarda mai fuori. c'è il mare. c'è tutti i giorni.
Cresta iliaca sinistra
DAED
danzare l'arancia
em_agine
la fata di carta croccante
labirinto armonico
Lo Scarabeo di Eva
orsarossa
papoff®
quest'uomo è un genio
shaista*
TaKK...
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